Lavori

Cosa fa il governo per l’emergenza infortuni sul lavoro?

Fulvio Perini, già della segreteria CGIL di Torino, membro del CNEL per alcuni anni e collaboratore dell’ILO, è certamente una delle persone più qualificate per parlare di sicurezza sul lavoro. Segnaliamo il suo articolo Infortuni sul lavoro: rendere visibile l’invisibile sulla Newsletter “Volerelaluna”, del 19 aprile 2024, dove scrive, tra l’altro:

“ll Governo ha introdotto per decreto lo strumento della ‘patente a punti’ per la sicurezza il cui funzionamento prende spunto dalla patente automobilistica: commetti un’infrazione e ti tolgo alcuni punti dalla patente. Personalmente condivido il giudizio espresso dalla consulta che riunisce le associazioni degli operatori della prevenzione nei luoghi di lavoro sul recentissimo decreto legge del Governo di aggiornamento del PNRR che all’articolo 29 ha introdotto nuove norme in materia di sicurezza sul lavoro, giudizio pubblicato sul sito Olympus dell’Università di Urbino: ‘Diciamo subito che tutte le disposizioni previste dal decreto legge hanno un carattere puramente repressivo, che assai poco hanno a che fare con la prevenzione che, invece, a nostro avviso, dovrebbe sempre accompagnare le attività di repressione, pur indispensabili. Ne è un tipico esempio l’introduzione della patente a punti che interviene a posteriori quando reati e delitti si sono già verificati e che, pertanto, non può certo dirsi uno strumento di prevenzione. Peraltro, la sua realizzazione è procrastinata all’ottobre prossimo e subordinata a diversi adempimenti normativi, il più importante dei quali è la definizione della durata e dei contenuti della formazione del datore di lavoro, provvedimento che si attende ormai da quasi due anni’.


Ma ancor prima della patente a punti esisteva ed esiste un sistema di verifica del grado di efficienza della prevenzione in azienda: è la registrazione delle denunce di infortunio sul lavoro all’Inail. Nelle attività di prevenzione e vigilanza svolte tra il 2006 e 2008 le denunce inoltrate all’Inail venivano trasmesse nel giro di pochi giorni agli organi territoriali di vigilanza delle ASL che potevano calcolare gli indici di frequenza degli infortuni e individuare tra le priorità degli interventi le imprese con i più alti indici di frequenza. Oggi il sistema di comunicazione è stato fortemente depotenziato ma, soprattutto, il cambio dei modelli di organizzazione del lavoro e il ricatto e la paura tra i lavoratori hanno favorito una progressiva sottodenuncia degli infortuni lievi e medi, fenomeno che nel passato era prerogativa quasi esclusiva del lavoro artigiano e autonomo. La sottodenuncia evita un aumento a carico dell’impresa del premio assicurativo, è quindi un risparmio sui costi dell’impresa. Ora questo fenomeno interessa ampiamente anche il lavoro dipendente quando si ‘convince’ il lavoratore infortunato a stare a casa in malattia. Vengono così denunciati solo gli infortuni che non si possono nascondere, quelli mortali e quelli che comportano un ricovero al pronto soccorso dell’ospedale (senza poter dimostrare che si tratta di un infortunio domestico, fenomeno pur presente). E cambia la tradizionale modalità di rappresentazione dell’andamento degli infortuni sul lavoro indicando le proporzioni tra gli incidenti di lievissima entità, quelli medi, quelli gravi e quelli con effetti mortali. Negli ultimi anni si sta notando che gli infortuni mortali sono stabili, anzi tendono a crescere, mentre quelli lievi tendono a diminuire, il vertice della piramide rimane stabile e la base si restringe; questa situazione starebbe a indicare che nelle aziende i sistemi di prevenzione funzionano per i rischi di lieve e media gravità ma non sono efficaci per quelli gravi o mortali. Così ragiona e agisce l’Inail che, infatti, riduce i premi assicurativi ignorando che il fenomeno delle sottodenunce si diffonde.”


Il 28 aprile si è celebrata la Giornata mondiale della sicurezza sul lavoro. Abbiamo pensato di mettere insieme dei materiali utili a conoscere meglio le possibilità di partecipare attivamente al movimento per la tutela della salute sui luoghi di lavoro.

  1. Dal 25 aprile al 1° Maggio: non c’è antifascismo senza anticapitalismo!
  2. LA NASCITA DEGLI SMAL: L’ESEMPIO DI SESTO SAN GIOVANNI
  3. L’Osservatorio Olympus, strumento essenziale nella lotta per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro
  4. Cosa fa il governo per l’emergenza infortuni sul lavoro?
  5. Amazon e la forza-lavoro come commodity